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Cara Sabina,
non sai quanto invidio la tua memoria, davvero. Magari l’avessi anch’io! E invece mi tocca per l’ennesima volta riprendere in mano i faldoni relativi ai procedimenti a carico di Mario Scaramella. Sono centinaia di carte, non sai quante volte le ho rilette.

Anzi, per comodità sai cosa faccio? Pubblico sul blog i testi integrali delle intercettazioni delle telefonate tra Scaramella e tuo padre che ho riportato nel mio libro, così ognuno potrà farsi un’idea se la ricostruzione che ne ho fatta è corretta oppure no.

Si riferiscono a sette telefonate che il senatore e Scaramella si sono scambiati tra il 27 gennaio e il 16 febbraio del 2006, conversando per complessivi 61 minuti e 27 secondi. Se uno parla per più di un’ora dello stesso argomento, sarà più difficile che possa venire frainteso, no? Ma insomma, giudicherà chi legge.

E poi magari discuteremo di quelle frasi che mi continuano a ronzare nella testa. Come quella dopo «l’incontro col Capo»:
«Ho capito che ha voglia di giocare all’attacco, ha detto “Intanto però li costringiamo a difendersi”… questa l’ho trovata una reazione estremamente positiva» (p. 54). O il suggerimento di Oleg (Gordievskij) su come si raccolgono informazioni a Mosca: «Vai e dai duecento dollari a qualcuno» (p. 56).

O anche quella considerazione finale del senatore sulla «ciccia da spendere» alla vigilia di una conferenza stampa sulla Mitrokhin, con Scaramella che lo blocca perché manca «il colpo principale» e si dovrà aspettare «dopo la tua presentazione per far uscire il nome» (p. 67). Che sia il nome di Prodi?

Quanto ai quattro ucraini arrestati in provincia di Teramo il 16 ottobre 2005 a bordo di un furgone con a bordo due granate, allego il testo di un’intercettazione tra Scaramella e sua moglie (pp. 26-27), in cui quest’ultima parlando della notizia dell’attentato capisce che «non è vera sta cosa…». «No… non tanto», gli risponde Scaramella.

Tieni presente che la telefonata è dell’11 novembre 2005.
Lo stesso giorno Scaramella integra ulteriormente le precedenti denunce nei confronti di Alexander Talik, che ha indicato come l’organizzatore di un attentato ai danni suoi e del senatore, con alcune informazioni su un ritrovamento di armi di cui è entrato in possesso abusivamente spacciandosi per agente dei servizi.

Leggo dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Gabriele Muntoni di Roma nel dicembre 2006:
«in data 11 novembre 2005, presso la Squadra Mobile di Napoli, integrava le precedenti dichiarazioni nei confronti del Talik comunicando di aver appreso che questi avrebbe avuto la disponibilità nel precedente settembre di armi auomatiche di fabbricazione straniera (una pistola luger, fucili a pompa, etc.) in un immobile in Napoli via Ventraglieri 40, asserendo di aver avuto tali informazioni dalle sue fonti già citate: le armi, corrispondenti a quelle indicate, erano state effettivamente rinvenute a quell’indirizzo in data 21 settembre, a seguito di perquisizione di iniziativa di una squadra di “Falchi” della Questura di Napoli; lo Scaramella in data 9 novembre aveva richiesto copia del sequestro a un componente della pattuglia operante asserendo di averne titolo in qualità di agente dei servizi».

Un’arte, quella di mascherarsi, che era costata a Scaramella già nel 1994 una condanna in primo grado da parte del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per usurpazione di titolo e di pubbliche funzioni.

Vale la pena rileggersi la sentenza di primo grado, che pubblico ugualmente sul blog, per capire chi è il personaggio Scaramella. [Aggiungo per completezza che la sentenza venne poi annullata in appello, con una motivazione «in punta di diritto», come ha ricordato lo stesso pretore de Falco, perché si decise che commissario non era un termine «tecnico», dunque poteva avere anche altri significati].

Infine, la questione patteggiamento. Mi risulta che anche Berlusconi e Previti se ne siano serviti, quando non hanno beneficiato di prescrizioni, amnistie e depenalizzazioni varie. Immagino che anche per loro varranno gli stessi argomenti che usi per difendere Scaramella. Fino a condanna definitiva si è innocenti - giustissimo - lo ricorderai nei tuoi spettacoli anche per il «Nano», nevvero? Oddio, in realtà non mi ricordo più. Eppure li ho visti tutti…. Lo dico che non posso mai fidarmi della mia memoria…

Ossequiosamente
il suo Sandro Orlando

I testi integrali delle intercettazioni

La sentenza di primo grado per usurpazione di titolo e funzioni pubbliche nei confronti di Scaramella

La recensione di Angelo D'Orsi su La Rinascita (28 febbraio 2008)

L'intervista andata in onda su Eco Radio (25 febbraio 2008)

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Milano, 6 febbraio 2008
Fonte ANSA


Il Tiger Team di Telecom, guidato dall'ex responsabile della sicurezza informatica della società di tlc, Fabio Ghioni - coinvolto nell'inchiesta della magistratura milanese sulle indagini illegali - riuscì a violare la rete della Kroll, l'agenzia investigativa più importante del mondo, «rendendole pan per focaccia». A sostenerlo è lo stesso Ghioni, intervenuto, nelle sale della libreria Feltrinelli Duomo, alla presentazione del volume La Repubblica del ricatto scritto da Sandro Orlando.
 
«L'azienda - ha spiegato ad una folta platea - era indagata dalla Kroll, la multinazionale dello spionaggio mondiale. Ci è stato chiesto di risolvere la situazione con qualsiasi mezzo. Noi lo abbiamo fatto, abbiamo reso pan per focaccia» alla società statunitense e «usato le informazioni» ricavate «in maniera proficua». «Abbiamo bucato il sistema informatico della Kroll - ha aggiunto - e abbiamo scaricato 40 gigabyte di dati. Dossier e indagini che facevano loro. Un archivio organizzato in dossier», ha proseguito Ghioni replicando, a chi gli chiedeva se ve ne fosse uno dedicato a Massimo D'Alema, con un «non ho visto dossier su D'Alema».

«Ho visto quello che è stato scritto sui giornali, ossia che la commessa era di Tavaroli». Così ha risposto invece a chi gli chiedeva se, durante il suo operato nella società di telecomunicazioni, fosse stato a conoscenza di dossier commissionati dall'Inter o di intercettazioni ad hoc. Quella commessa, ha aggiunto «non era una cosa informatica». Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Telecom, arrestato per le indagini illegali, aveva ammesso tempo fa che, su indicazione dell'Inter, c'erano stati dei controlli su alcuni personaggi del calcio (l'arbitro De Santis ma anche Bobo Vieri e altri giocatori interisti), svolti con la collaborazione dell'investigatore fiorentino Emanuele Cipriani. Si era parlato di dossier ma non di intercettazioni.

A chi dalla platea gli chiedeva se non avesse mai sentito il dovere di andare a denunciare alla magistratura quanto stava avvenendo, ha risposto: «Ho avuto crisi di coscienza ma ti fanno una richiesta dal top management, hai un posto di lavoro e una famiglia. Si può scegliere: io ho fatto la scelta sbagliata». Incalzato dalle domande del pubblico, ha poi toccato il tasto dello spionaggio industriale, definendolo «diverso dal dossieraggio» e una pratica non così occulta nel campo delle società internazionali. «Da quello che ho potuto vedere - ha aggiunto - non c'è azienda al mondo che non lo faccia: viene tenuto privato, anche da parte di chi lo subisce. Di solito si reagisce rendendo pan per focaccia». E a chi chiedeva, invece, il perchè dell'incursione informatica, avvenuta nel novembre 2004 ai computer di Rcs - in particolare a quelli dell'ex ad Vittorio Colao e del vice direttore del Corriere della Sera Massimo Mucchetti - Ghioni ha risposto con un «questo non lo so». È ragionevole pensare che la richiesta potesse venire dai piani alti dell'azienda, magari da Marco Tronchetti Provera? è stato domandato nuovamente dalla platea. «Non lo so» è stata la replica di Ghioni, «c'è una indagine in corso».


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Pubblichiamo di seguito alcuni aggiornamenti sulle vicende raccontate da Sandro Orlando ne La Repubblica del ricatto.

Ambiente: sequestrati beni a ex responsabili Parco Gargano

(ANSA) - Foggia, 7 agosto - Un provvedimento di sequestro di beni è stato eseguito da carabinieri del Noe di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, nei confronti dell'ex direttore e dell'ex presidente del parco nazionale del Gargano, che attualmente ricoprono rispettivamente gli incarichi di direttore del parco nazionale del Vesuvio e presidente nazionale di Federparchi, e di un imprenditore titolare di una società di demolizione, la Ecpp che opera nel settore ambientale. Le violazioni contestate sono concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Secondo l'accusa, gli ex responsabili del parco del Gargano avrebbero affidato un appalto, con falsa trattativa privata, alla società Ecpp di Mario Scaramella, struttura non autorizzata per le demolizioni di immobili costruiti abusivamente all'interno dell'area del Parco. Lo stesso Scaramella era già stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso anno per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di analoghe truffe ai danni dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta del primo provvedimento del genere emesso per reati in campo ambientale.

Ambiente: appalti Gargano, indagato ex consulente Mitrokhin

(ANSA) - Foggia, 7 agosto - La ditta al centro dell'inchiesta è la società Ecpp di Mario Scaramella, esperto di sicurezza ambientale ed ex consulente della commissione Mitrokhin, divenuto noto nel 2006 per avere pranzato in un sushi bar di Londra con l'agente russo Litvinenko il giorno in cui questi venne avvelenato con il polonio. Scaramella era stato arrestato l'anno scorso nell'ambito di un'inchiesta su analoghe truffe che sarebbero state commesse all'interno del parco nazionale del Vesuvio.
Secondo quanto accertato dai carabinieri del Noe di Roma al comando del cap.Rajola Pescarini, l'ex direttore del parco del Gargano, Matteo Rinaldi, e l'ex presidente, Matteo Fusilli, tra il 2000 e il 2003 avrebbero affidato alla Ecpp appalti per la demolizione di opere abusive all'interno del Parco senza regolare gara pubblica e gonfiando il valore del lavoro da compiere. Gli appalti affidati raggiungono un valore complessivo di 400.000 euro ma già altri 500.000 euro erano stati stanziati per nuovi lavori e l'appalto è stato bloccato dalla nuova dirigenza del Parco.
Secondo l'accusa, per abbattere un recinto metallico (intervento realizzabile con poche migliaia di euro) si stanziavano oltre 100.000 euro. Inoltre, la ditta assegnataria non completava nemmeno il lavoro che prevede il ripristino dei luoghi dove è stato commesso l'abuso.
Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 200.000 euro ed è il primo compiuto per reati ambientali. Per i tre indagati é stato chiesto il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare si terrà dinanzi al gip di Foggia il prossimo ottobre.

Telekom Serbia: Torino, 5 anni a Igor Marini per calunnia

20 giugno (ANSA) - Torino - Per uno degli episodi di calunnia di cui è stato accusato durante l'inchiesta su Telekom Serbia, il faccendiere Igor Marini è stato condannato oggi dal tribunale di Torino a cinque anni di carcere. Nel corso di una delle sue numerose testimonianze, Marini sostenne che un magistrato di Roma, il pm Maria Bice Barborini, lo invitò a non parlare di tangenti a politici di centrosinistra. Marini, interrogato nel 2003 dal procuratore torinese Marcello Maddalena durante l'indagine sull'operazione che nel 1997 portò Telecom Italia ad acquistare una quota della compagnia telefonica jugoslava, raccontò che la Barborini era stata categorica: "Le accennai dell'affare 'Tel' e lei rispose 'se lo tenga per sè, vuole farci uccidere?'". Una ricostruzione che il magistrato capitolino - così come il maresciallo dei carabinieri che era presente - ha sempre
smentito. Per le accuse lanciate a Romano Prodi, Piero Fassino, Lamberto Dini e altri politici (più un cardinale) Marini è indagato dalla procura di Roma per ragioni di competenza
territoriale.

La Barborini si è costituita parte civile e ha ottenuto il diritto a un risarcimento dei danni. "La giustizia ha fatto il suo corso" è il commento dei suoi legali, Paola Balducci e Antonio Villani. "Esprimiamo - dicono - piena soddisfazione per una sentenza che ha reso giustizia a un magistrato attento e capace che ha subito un grave danno a causa delle pesanti calunnie formulate dal signor Marini". L'imputato era difeso dall'avvocato Mario De Stefano.

Dossier Sismi: chiusa a Roma indagine su Pollari e Pompa

29 maggio (ANSA) - Roma - Chiusa a Roma l'indagine e richiesta di rinvio a giudizio in vista per l'ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e per l'ex funzionario del servizio, Pio Pompa, nell'ambito dell'inchiesta scaturita dalla scoperta di un archivio segreto negli uffici di via Nazionale. Il pubblico ministero Piero Saviotti contesta ad entrambi il reato di peculato e, limitatamente a Pompa, anche quello di possesso abusivo di informazioni riservate. Gli accertamenti, avviati tempo fa dalla magistratura milanese nell'ambito delle indagini sul sequestro di Abu Omar e poi trasferiti per competenza a Roma, avevano preso spunto da una presunta attività di dossieraggio di personaggi di vari settori della vita sociale.
Il reato di peculato viene contestato all'ex numero uno del servizio segreto militare e al suo
collaboratore per essersi "appropriati e fatto uso di somme di denaro, risorse umane e materiali del servizio" per fini diversi da quelli perseguiti dal servizio di sicurezza. In particolare, nel capo di imputazione, si afferma - sempre con riferimento al peculato - che Pompa redigeva note e appunti per Pollari concernenti "tra l'altro iniziative di organizzazioni sindacali, l'attività autogovernativa dell'Olaf, iniziative dell'associazione di giuristi europei, schede personali di magistrati della Procura di Milano Armando Spataro e Stefano D'Ambruoso, acquisendo altresì informazioni sugli spostamenti ed incontri professionali del primo con la finalità di conoscerne gli orientamenti e le iniziative nell'ambito del procedimento sul sequestro di Abu Omar condotto da Spataro anche nei confronti del direttore del Sismi".
Tra gli episodi citati ci sono il compenso fornito al giornalista Renato Farina per informazioni ricevute in merito alla vicenda dei sequestri di italiani in Iraq, l'uso di strutture e di personale del servizio. Pompa è accusato anche di possesso abusivo di informazioni riservate in relazione al ritrovamento, nella sua auto, di due dvd contenenti l'archivio del Sismi.

Laziogate: attesi 15 patteggiamenti, Telecom parte civile

5 maggio (ANSA) - Milano - Quindici patteggiamenti, tra annunciati e formalizzati, e la costituzione di parte civile di Telecom. È quanto è accaduto oggi nel corso dell'udienza preliminare che si sta celebrando davanti al gup di Milano, Mariolina Panasiti, nell'ambito del filone milanese dell'inchiesta Laziogate, e nel quale sono imputate 22 persone. Udienza che però per un errore di notifica dovrà ricominciare da capo e ciò in teoria potrebbe portare a delle modifiche in particolare alle istanze di patteggiamento.
Questa mattina il giudice ha accolto la costituzione di parte civile di Telecom Italia ritenuta parte offesa nell'inchiesta dei pm di Milano Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi, su una serie di indagini illegali ai danni, tra gli altri, di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini ai tempi della loro candidatura alle elezioni regionali del 2006 per il Lazio. Tra gli indagati figurando anche l'ex portavoce di Francesco Storace, Nicolò Accame (non ha chiesto patteggiamenti), e gli ex investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere, violazione del segreto d'ufficio e corruzione.
Alessandra Mussolini sebbene individuata come persona offesa per ora non si è costituita parte civile. Tra le 15 persone che hanno annunciato o fatto istanza di patteggiamento ci sono sia Gallo che Pasqua e anche un altro investigatore privato Laura Danani. Le pene in generale vanno dai due anni e quattro mesi in giù. L'udienza è stata rinviata al prossimo 24 giugno.
Dall'inchiesta sul Laziogate, che portò anche a degli arresti, è scaturita quella principale, che riguarda i dossier illegali. In questa inchiesta sono coinvolti l'ex capo della security di Pirelli e della Telecom, Giuliano Tavaroli, e l'investigatore privato Emanuele Cipriani, e l'ex funzionario del Sismi, Marco Mancini.

21 aprile, Torino -  Il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, ha chiesto oggi sette anni di carcere nei confronti di Igor Marini, l'uomo d'affari che accusò esponenti politici del centrosinistra e alcuni cardinali di aver preso tangenti sull'acquisto della compagnia telefonica jugoslava da parte di Telecom Italia. La vicenda riguarda l'accusa di calunnia nei confronti del sostituto procuratore romano Maria Bice Barborini, oggi ascoltata, che l'indagato (difeso dall'avvocato Mario De Stefano) aveva accusato di non aver preso nella giusta considerazione alcune sue dichiarazioni.
Si tratta di uno stralcio, gestito dalla procura torinese per ragioni di competenza territoriale, della maxi-inchiesta sulle dichiarazioni rese da Marini nel 2003. In questo caso tutto nasce dal fatto che il faccendiere, ai pm di Torino, disse che la Barborini, nel corso di un'audizione di qualche mese prima, aveva evitato di raccogliere le sue dichiarazioni sulle presunte tangenti. "Le accennai dell'affare 'Tel' - disse Marini al procuratore capo Marcello Maddalena nel corso di un interrogatorio - e lei rispose, testualmente, 'Se lo tenga per sè, ci vuole fare uccidere?". Questa ricostruzione dei fatti venne smentita sia dalla Barborini che dal maresciallo dei carabinieri presente al colloquio. La prossima udienza è in programma il 29 aprile.
(ANSA)

8 aprile, ANSA - Il presidente dell'Associazione nazionale delle vittime delle Forze Armate, Falco Accame, chiede che venga meno il segreto sulle carte riguardanti la vicenda Moro

5 aprile, Il Sole 24 Ore - No di Prodi a Micheli: si arena la riforma dei servizi segreti

4 aprile, Il Manifesto - Bloccata la riforma degli 007. Sceglierà Berlusconi

12 marzo - aggiornamenti sul caso Abu Omar


Laziogate: rinviata al 5 maggio udienza Milano

(ANSA) - Milano, 6 marzo - A causa di un difetto di notifica, è stata rinviata al 5 maggio prossimo l'udienza, davanti al Gup di Milano Mariolina Panasiti, che vede imputati, tra gli altri, l'ex portavoce di Francesco Storace, Nicolò Accame e gli ex investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua per una serie di indagini ritenute illegali ai danni, tra gli altri, di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, allora candidati alle regionali del 2006 per il Lazio. Le accuse per gli imputati sono a vario titolo di associazione a delinquere, violazione del segreto d'ufficio e della legge sulla privacy e corruzione. Nell'ambito dell'inchiesta ci furono anche degli arresti.

Abu Omar: Consulta fissa all'8 luglio conflitto Pm-Governo
(ANSA) - Roma, 3 e 5 marzo

Servizi segreti: riforma operativa il 12 aprile, ma può slittare - in 250 via da intelligence, anche
23 uomini scorta Berlusconi
di Massimo Nesticò
(ANSA) - Roma, 29 febbraio


Telekom Serbia: a giudizio a Roma Igor Marini e altri nove

(ANSA) - Roma, 26 febbraio - Subiranno un processo, che comincerà a Roma il 25 giugno prossimo, Igor Marini ed altri nove imputati della vicenda Telekom Serbia, accusati di aver calunniato alcuni politici tra cui Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Romano Prodi, Clemente Mastella, Piero Fassino, Lamberto Dini e la moglie Donatella.

Il gup Guglielmo Muntoni ha infatti disposto il giudizio, per i reati, a seconda delle posizioni, di calunnia, auto-calunnia e associazione per delinquere nei confronti di Marini, degli imprenditori Antonio Volpe, Giovanni Romanazzi e Maurizio De Simone, imputati di aver falsamente accusato Romano Prodi e Lamberto Dini di aver ricevuto somme di denaro, nonchè nei confronti dell'avvocato romano Fabrizio Paoletti. A giudizio sono finiti anche Stefano Formica, Giuseppe Perrotta, Zoran Persen, Rados Tomic ed Erik Watten. Ha patteggiato una pena a due anni di reclusione Viktor Tomas Mares.

I politici calunniati si sono costituiti parte civile nel processo. L'inchiesta è stata svolta dai pm Salvatore Vitello, Francesca Loy e Giuseppe De Falco. 

A Marini sono attribuiti una sessantina di episodi ritenuti calunniosi. Si tratta delle rivelazioni fatte in varie sedi, dalla magistratura torinese (la prima ad occuparsi della vicenda) alle varie commissioni di inchiesta, sul presunto giro di tangenti che avrebbe scandito la scalata a Telekom Serbia. Le parti offese identificate dalla procura sono una trentina. Il caso Telekom Serbia scoppiò nel 2003. Marini, in particolare, parlò di una supertangente da 55 milioni di dollari destinata, tra gli altri, a Romano Prodi (che indicò come "Mortadella"), Lamberto Dini ("Ranocchio") e Piero Fassino ("Cicogna"), attribuendosi il ruolo di "ufficiale pagatore" e di grande manovratore di fondi estero su estero per conto dell'avvocato Paoletti.

Scaramella: condannato a 4 anni ma niente carcere grazie all'indulto

ANSA - Roma, 14 febbraio - È stato condannato a quattro anni di reclusione, previo patteggiamento della pena, Mario Scaramella, già consulente della disciolta Commissione Mitrokhin accusato dalla procura di Roma di traffico di armi e di calunnia aggravata. La sentenza è stata emessa oggi dal gup Marco Patarnello. Scaramella, detenuto da 14 mesi (gli ultimi dei quali presso il domicilio), è tornato in libertà e, sostanzialmente, ha già chiuso i conti con la giustizia poichè la parte rimanente di pena da scontare è coperta da indulto. L'imputato era presente in aula, ma non ha fatto dichiarazioni.

Il pm Pietro Saviotti contestava a Scaramella, difeso dagli avvocati Sergio Rastrelli, Massimo Khrog e Gianluca Bucciero, il traffico di armi in relazione alla scoperta di due lanciagranate, prive di innesco, a bordo di un furgone fermato in provincia di Teramo. I due ordigni, indicò falsamente Scaramella, secondo l'accusa, in una denuncia depositata nel commissariato 'Dantè di Napoli, dovevano essere utilizzati per un attentato ai danni suoi e dell'ex presidente della commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti. Scaramella aggiunse di avere appreso tali notizie da fonti confidenziali russe, in particolare dall'ex colonnello delle Fsb Alexander Litvinenko, ucciso lo scorso anno da un cocktail radioattivo a base di polonio 210, in un locale di Londra.

L'accusa di calunnia aggravata faceva invece riferimento a false circostanze attribuite da Scaramella ad Alexander Talik, ex ufficiale del Kgb indicato come ideatore dei falsi attentati, e ad Andrei Ganchev, già collaboratore dello stesso ex consulente della Mitrokhin. A Roma Scaramella è ancora sotto inchiesta per associazione a delinquere nell'ambito di un'inchiesta riguardante una serie di presunte truffe, circa un milione di euro, ai danni del Parco nazionale del Vesuvio. I difensori dell'indagato, secondo quanto si è appreso, sarebbero intenzionati a sollecitare un allargamento del patteggiamento di oggi anche a quei fatti. In caso di accoglimento la pena, in continuazione a quella decisa oggi, porterebbe a una condanna complessiva di circa quattro anni e quattro mesi e 20 giorni di reclusione. Anche l'eventuale estensione della pena rientrerebbe nell'indulto.

Laziogate: il 6 marzo udienza preliminare per Accame e altri 21

ANSA - Milano, 9 febbraio - È stata fissata al prossimo 6 marzo, davanti al gup di Milano Mariolina Panasiti, l'udienza preliminare nei confronti di 22 persone nell'ambito del filone milanese sulla cosiddetta inchiesta 'Laziogatè. Tra gli imputati per cui i pm Stefano Civardi e Fabio Napoleone hanno chiesto il processo, ci sono Niccolò Accame, ex portavoce dell'ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace, e gli investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere alla violazione del segreto d'ufficio e della legge sulla privacy, dalla corruzione all'illecita interferenza. Dall'inchiesta, che aveva portato alla luce un presunto spionaggio ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, entrambi candidati alla presidenza della Regione Lazio nel 2005, è nata l'indagine con al centro Telecom e il dossieraggio illegale per cui sono finiti in carcere, tra gli altri, l'ex capo dell'antiterrorismo del Sismi, Marco Mancini, e l'ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli.

Telekom Serbia: Fassino, Prodi, Rutelli, Veltroni parti civili

ANSA - Roma, 5 febbraio - Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Romano Prodi, Clemente Mastella, Piero Fassino, Lamberto Dini e la moglie Donatella. Sono alcuni dei politici che, insieme a manager e altre persone, si sono costituiti parte civile nel procedimento Telekom Serbia a carico di dodici imputati tra cui il faccendiere Igor Marini.

La costituzione di parte civile è stata formalizzata oggi davanti al gup del Tribunale di Roma Guglielmo Muntoni che sta celebrando l'udienza preliminare a carico di Marini e altre 11 persone che devono rispondere a seconda delle posizioni di associazione per delinquere, calunnia, truffa, ricettazione di titoli di credito. Marini fu protagonista negli anni scorsi di presunte rivelazioni da cui scaturì il caso Telekom Serbia, oggetto anche di indagini di una commissione parlamentare. La procura nei giorni scorsi ha concluso le indagini e chiesto il giudizio nei confronti di una dozzina di indagati. L'inchiesta è dei pm Salvatore Vitello, Francesca Loy e Giuseppe De Falco.

A Marini sono attribuiti una sessantina di episodi ritenuti calunniosi. Si tratta delle rivelazioni fatte in varie sedi, dalla magistratura torinese (la prima ad occuparsi della vicenda) alle varie commissioni di inchiesta, sul presunto giro di tangenti che avrebbe scandito la scalata a Telekom Serbia. Le parti offese identificate dalla procura sono una trentina. Tra gli imputati ci sono gli imprenditori Antonio Volpe, Giovanni Romanazzi e Maurizio De Simone, già accusati di aver falsamente accusato Romano Prodi e Lamberto Dini di aver ricevuto somme di denaro, nonchè l'avvocato romano Fabrizio Paoletti. Il caso Telekom Serbia scoppiò nel 2003. Marini, in particolare, parlò di una supertangente da 55 milioni di dollari destinata, tra gli altri, a Romano Prodi (che indicò come "Mortadella"), Lamberto Dini ("Ranocchio") e Piero Fassino ("Cicogna"), attribuendosi il ruolo di "ufficiale pagatore" e di grande manovratore di fondi estero su estero per conto dell'avvocato Paoletti.

Dossier Sismi: Pollari a Pm Roma, non ho responsabilità

ANSA - Roma, 4 febbraio - Nessuna responsabilità dietro l'attività di dossieraggio riscontrata nell'ufficio di Via Nazionale gestito dal suo ex braccio destro Pio Pompa e nessuna conoscenza di carte riguardanti magistrati 'da disarticolarè. L'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, comparso in gran segreto nei giorni scorsi davanti al pm romano Pietro Saviotti nella veste di indagato per peculato, ha affidato ad una memoria la sua difesa nell'ambito dell'inchiesta sul dossieraggio di esponenti del mondo politico e della magistratura. L'ex numero uno dei servizi segreti militari, che qualche giorno prima aveva ricevuto un invito a comparire, ha detto al magistrato, secondo quanto si è appreso, di seguire la strada delle dichiarazioni spontanee, contenute nella memoria, e di non rispondere alle sue domande per evitare di parlare di circostanze che sono coperte dal segreto. La vicenda in cui è coinvolto Pollari riguarda l'archivio, detenuto da Pio Pompa, contenente dossier su magistrati, politici e giornalisti scoperto dalla procura di Milano nel quadro degli accertamenti sul sequestro di Abu Omar. Gli atti furono poi trasferiti per competenza alla procura di Roma.

Il contenuto della memoria ricalca, sostanzialmente, le dichiarazioni fatte da Pollari al Copaco il 17 luglio dello scorso anno. Lo stesso Pompa, convocato da Saviotti in quel periodo in qualità di indagato per peculato e di violazione della corrispondenza elettronica si era difeso, anche lui tramite una memoria, sostenendo che le informazioni trovate in suo possesso e riguardanti, tra gli altri, i magistrati sono state tratte da Internet. "Si tratta di un patrimonio personale - aggiunse - mai trasmesso al Sismi". L'inchiesta giudiziaria è alle ultime battute. Nelle prossime settimane il pm Saviotti concluderà gli accertamenti e deciderà se depositare gli atti, attività che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati, o se chiedere l'archiviazione del procedimento.


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Dal 24 gennaio in libreria

La Giunta del Senato rinvia gli atti Unipol e Mitrokhin relativi alle intercettazioni tra Paolo Guzzanti e Mario Scaramella.
La giunta per le elezioni e le autorizzazioni a procedere del Senato ha valutato la richiesta di utilizzo delle intercettazioni riguardante i senatori di Forza Italia Romano Comincioli e Luigi Grillo e del Pd Nicola Latorre, relative all'inchiesta Unipol-Antonveneta, decidendo di restituire gli atti per Latorre e Comincioli e non dare l'autorizzazione per Grillo, che è indagato. (ANSA - Roma, 22 gennaio 2008)
Da domani in questo libro i testi delle intercettazioni tra Guzzanti e Scaramella

Guzzanti: Quindi, loro sanno da fonte russa…
Scaramella: Esatto!
Guzzanti: …che i ceceni stanno per compiere un attentato in Italia?
Scaramella: Esatto, esatto! Se vuoi vengo e commentiamo…
Guzzanti: …c’è poco da commentare, se hai altre notizie da darmi è un conto…
Scaramella: …ti volevo dare questo elemento perché per me è importante.
Guzzanti: Sì non so come gestirlo… non lo possiamo neanche usare per i politici, cioè che diciamo?
POSSO PENSARE DI ESSERE IO IL BERSAGLIO O NO?
Scaramella: No, non credo. Non credo proprio.

Mario Scaramella, Pio Pompa, Igor Marini. Un finto commissario, un impiegato della Sip, uno scaricatore di cassette di frutta. Tre spiantati apparentemente senza nulla in comune, ma in realtà legati da storie molto simili, tanti nomi ricorrenti, la stessa missione: spiare, depistare, confezionare dossier di calunnie.
Negli ultimi anni si sono dati da fare per intossicare la vita pubblica del paese con la loro attività di dossieraggio. Intrighi e attentati, 007 avvelenati col polonio radioattivo, missili nucleari affondati nel golfo di Napoli, pedinamenti e telefoni intercettati, intrusioni degli hacker, imam sequestrati, manomissioni elettorali, triangolazioni offshore, mazzette.

Ci sarebbe da ridere se dietro queste maschere buffe non si intravedesse qualcosa di molto più serio e inquietante: parlamentari spregiudicati, pubblici funzionari corrotti, generali in malafede, truffatori e «amici americani», mafiosi, massoni, giornalisti a busta paga. Quasi come fossero atti di un unico teatrino, il cui canovaccio continua a ripetersi da decenni, con al centro la P2 e, a sorpresa, Francesco Pazienza, l'ex direttore occulto del Sismi infiltrato, maestro di tanti depistaggi, che ha continuato fino ad anni più recenti a spargere veleni, dal dossier contro Luciano Violante alla montatura del caso Telekom. Tutto dal carcere di Alessandria in cui è a tutt'oggi rinchiuso.

I fatti del libro

Aggiornamenti dell'ultima ora 

La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Intervista a Otello Lupacchini
Collana Principio Attivo
pp. 320 - 14,60 euro

L'autore

Sandro Orlando è un giornalista del settimanale Il Mondo. Ha lavorato a lungo in Germania, negli anni a cavallo della caduta del Muro, seguendo poi la Guerra nell’ex Jugoslavia e l’ascesa di Putin in Russia. Ha scritto per il manifesto, il Riformista e l’Unità. Ha pubblicato il libro Borderline. Affari e speculazioni finanziarie nell’Italia del dopo Enron (Editori Riuniti 2003). Appassionato di storia di ex regimi comunisti, si occupa di servizi segreti e criminalità economica.

La rassegna



Pubblichiamo articoli, recensioni e interviste comparsi sulla stampa e su internet.
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Buona lettura


Dicembre 2008 - Notiziario Uspi - Recensione

31 maggio - IO Donna - Recensione a cura di Maria Grazia Ligato

30 maggio - La Provincia - La fragile Repubblica delle spie e dei ricatti di Umberto Montin

28 maggio - ghigliottina.it - Intervista a Sandro Orlando di Stefano Giovinazzo

28 aprile - Il Monferrato online - Il Festival del libro: grandi personaggi

Aprile - mangialibri.com - Intervista a Sandro Orlando e recensione

Aprile - Paradisodegliorchi.com - Recensione di Alfredo Ronci

12 aprile - La Provincia - Quando dietro la politica c'è la strategia del ricatto

13 marzo - Il Secolo XIX - "I servizi stranieri sono tuttora operativi". Intervista a Sandro Orlando di Valerio Venturi

8 marzo - Adnkronos cultura - Depistaggi e segreti dal 2001 al 2006

28 febbraio - La Rinascita - L'intellettuale libero fa paura? di Angelo D'Orsi

25 febbraio - EcoRadio - Intervista a Sandro Orlando - ascolta

23 febbraio - Radiopopolare.it - Sabato libri: ascolta la recensione del libro

14 febbraio - Il Sole24Ore - Quella lunga stagione di depistaggi di Alberto Grassani

8 febbraio - L'Unità - L'Italia dei ricatti e degli spioni di Furio Colombo 

6 febbraio - ANSA - Presentazione de La Repubblica del ricatto a Milano, con Daniele Protti (L'Europeo), Marco Gregoretti (Class) e Fabio Ghioni (ex Telecom Italia). Libreria Feltrinelli Duomo

4 febbraio - Affaritaliani.it - Intervista a Sandro Orlando: L'informazione corrotta avvelena il clima politico italiano di Fabio Massa 

3 febbraio - Radiopopolare.it - La Repubblica del ricatto su Radio Popolare 



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I LIBRI DI CHIARELETTERE

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
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Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59
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Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
euro 18,60 €
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La lobby di Dio
Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
di Ferruccio Pinotti
con la collaborazione di Giovanni Viafora
Collana Principio attivo
Pp. 480 - euro 16,60
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1994
L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal Caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi.
Una storia mai raccontata.
di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari
Collana Principio attivo
pp. 480 - euro 16,60
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Nel paese dei Moratti
Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
di Giorgio Meletti
Collana Principio attivo 
pp. 256 - euro 14,60
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L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
di Riccardo Iacona
Collana Reverse
pp. 192 - euro 13,60
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Di testa nostra
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana Reverse
pp. 224 - euro 13,60
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L'agenda nera
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15
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La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
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Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00
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assaltoalpm
Assalto al Pm
di Luigi de Magistris
Collana Reverse
Pagine 336 - euro 14
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dopod il ui il diluvio
Dopo di Lui il diluvio
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00
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senz'anima
Senz'anima
di Massimo Fini
Collana Reverse
Pagine 496 - euro 15
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pane e bugie
Pane e bugie
di Dario Bressanini
Collana Reverse
Pagine 320 - euro 13,60
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Controcanto
di Marco Revelli
Collana Reverse
euro 13,60
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Grazie

di Riccardo Staglianò
Collana Principio Attivo
Pagine 240 - euro 14,60
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Il partito dell'amore
di Mario Portanova
Collana: Reverse
Pagine 256 - euro 12
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Ad personam
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90
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I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse
Pagine 128 - euro 12
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Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Collana Principio Attivo
Pagine: 338 - euro 16,00
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La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
Collana DVD + libro
Euro 24
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Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
Pagine: 220 - euro 14
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
a cura di Elena Valdini
Pagine: 484 - euro 59,00
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Dentro l'Opus Dei
di Emanuela Provera
Collana: reverse
Pagine: 216 - euro 4,00
La scheda del libro


Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
La scheda del libro


Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
La scheda del libro


La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
La scheda del libro


Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
La scheda


Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
La scheda del libro


Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
La scheda del libro


Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
La scheda del libro


Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
La scheda del libro


Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
Pagine: 77 - euro 19,60
La scheda del libro


Processo agli economisti
di Roberto Petrini
Collana: reverse
Pagine: 170 - euro 13,60
La scheda del libro


Vaticano S.p.A.
di Gianluigi Nuzzi
Collana: principioattivo
La scheda del libro
La rubrica dell'autore


Italia Anno Zero
di Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Vauro
Collana: reverse
La scheda del libro


I nuovi mostri
di Oliviero Beha
Collana: reverse
Pagine: 281 - 13,60 euro
La scheda del libro


La morsa
di Loretta Napoleoni
Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
La scheda del libro


L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
Collana: principioattivo
Pagine 337 - 16 euro
La scheda del libro


Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
La scheda del libro
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Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
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Il gruppo su facebook


Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Collana: reverse
Pagine: 230 - euro 12,60
La scheda del libro
Il Teatro Narrativo Civile


Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
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Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
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Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
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Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
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La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
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La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
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Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
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