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Aggiornamenti per La Repubblica del ricatto

Pubblichiamo di seguito alcuni aggiornamenti sulle vicende raccontate da Sandro Orlando ne La Repubblica del ricatto.

Ambiente: sequestrati beni a ex responsabili Parco Gargano

(ANSA) - Foggia, 7 agosto - Un provvedimento di sequestro di beni è stato eseguito da carabinieri del Noe di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, nei confronti dell'ex direttore e dell'ex presidente del parco nazionale del Gargano, che attualmente ricoprono rispettivamente gli incarichi di direttore del parco nazionale del Vesuvio e presidente nazionale di Federparchi, e di un imprenditore titolare di una società di demolizione, la Ecpp che opera nel settore ambientale. Le violazioni contestate sono concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Secondo l'accusa, gli ex responsabili del parco del Gargano avrebbero affidato un appalto, con falsa trattativa privata, alla società Ecpp di Mario Scaramella, struttura non autorizzata per le demolizioni di immobili costruiti abusivamente all'interno dell'area del Parco. Lo stesso Scaramella era già stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso anno per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di analoghe truffe ai danni dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta del primo provvedimento del genere emesso per reati in campo ambientale.

Ambiente: appalti Gargano, indagato ex consulente Mitrokhin

(ANSA) - Foggia, 7 agosto - La ditta al centro dell'inchiesta è la società Ecpp di Mario Scaramella, esperto di sicurezza ambientale ed ex consulente della commissione Mitrokhin, divenuto noto nel 2006 per avere pranzato in un sushi bar di Londra con l'agente russo Litvinenko il giorno in cui questi venne avvelenato con il polonio. Scaramella era stato arrestato l'anno scorso nell'ambito di un'inchiesta su analoghe truffe che sarebbero state commesse all'interno del parco nazionale del Vesuvio.
Secondo quanto accertato dai carabinieri del Noe di Roma al comando del cap.Rajola Pescarini, l'ex direttore del parco del Gargano, Matteo Rinaldi, e l'ex presidente, Matteo Fusilli, tra il 2000 e il 2003 avrebbero affidato alla Ecpp appalti per la demolizione di opere abusive all'interno del Parco senza regolare gara pubblica e gonfiando il valore del lavoro da compiere. Gli appalti affidati raggiungono un valore complessivo di 400.000 euro ma già altri 500.000 euro erano stati stanziati per nuovi lavori e l'appalto è stato bloccato dalla nuova dirigenza del Parco.
Secondo l'accusa, per abbattere un recinto metallico (intervento realizzabile con poche migliaia di euro) si stanziavano oltre 100.000 euro. Inoltre, la ditta assegnataria non completava nemmeno il lavoro che prevede il ripristino dei luoghi dove è stato commesso l'abuso.
Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 200.000 euro ed è il primo compiuto per reati ambientali. Per i tre indagati é stato chiesto il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare si terrà dinanzi al gip di Foggia il prossimo ottobre.

Telekom Serbia: Torino, 5 anni a Igor Marini per calunnia

20 giugno (ANSA) - Torino - Per uno degli episodi di calunnia di cui è stato accusato durante l'inchiesta su Telekom Serbia, il faccendiere Igor Marini è stato condannato oggi dal tribunale di Torino a cinque anni di carcere. Nel corso di una delle sue numerose testimonianze, Marini sostenne che un magistrato di Roma, il pm Maria Bice Barborini, lo invitò a non parlare di tangenti a politici di centrosinistra. Marini, interrogato nel 2003 dal procuratore torinese Marcello Maddalena durante l'indagine sull'operazione che nel 1997 portò Telecom Italia ad acquistare una quota della compagnia telefonica jugoslava, raccontò che la Barborini era stata categorica: "Le accennai dell'affare 'Tel' e lei rispose 'se lo tenga per sè, vuole farci uccidere?'". Una ricostruzione che il magistrato capitolino - così come il maresciallo dei carabinieri che era presente - ha sempre
smentito. Per le accuse lanciate a Romano Prodi, Piero Fassino, Lamberto Dini e altri politici (più un cardinale) Marini è indagato dalla procura di Roma per ragioni di competenza
territoriale.

La Barborini si è costituita parte civile e ha ottenuto il diritto a un risarcimento dei danni. "La giustizia ha fatto il suo corso" è il commento dei suoi legali, Paola Balducci e Antonio Villani. "Esprimiamo - dicono - piena soddisfazione per una sentenza che ha reso giustizia a un magistrato attento e capace che ha subito un grave danno a causa delle pesanti calunnie formulate dal signor Marini". L'imputato era difeso dall'avvocato Mario De Stefano.

Dossier Sismi: chiusa a Roma indagine su Pollari e Pompa

29 maggio (ANSA) - Roma - Chiusa a Roma l'indagine e richiesta di rinvio a giudizio in vista per l'ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e per l'ex funzionario del servizio, Pio Pompa, nell'ambito dell'inchiesta scaturita dalla scoperta di un archivio segreto negli uffici di via Nazionale. Il pubblico ministero Piero Saviotti contesta ad entrambi il reato di peculato e, limitatamente a Pompa, anche quello di possesso abusivo di informazioni riservate. Gli accertamenti, avviati tempo fa dalla magistratura milanese nell'ambito delle indagini sul sequestro di Abu Omar e poi trasferiti per competenza a Roma, avevano preso spunto da una presunta attività di dossieraggio di personaggi di vari settori della vita sociale.
Il reato di peculato viene contestato all'ex numero uno del servizio segreto militare e al suo
collaboratore per essersi "appropriati e fatto uso di somme di denaro, risorse umane e materiali del servizio" per fini diversi da quelli perseguiti dal servizio di sicurezza. In particolare, nel capo di imputazione, si afferma - sempre con riferimento al peculato - che Pompa redigeva note e appunti per Pollari concernenti "tra l'altro iniziative di organizzazioni sindacali, l'attività autogovernativa dell'Olaf, iniziative dell'associazione di giuristi europei, schede personali di magistrati della Procura di Milano Armando Spataro e Stefano D'Ambruoso, acquisendo altresì informazioni sugli spostamenti ed incontri professionali del primo con la finalità di conoscerne gli orientamenti e le iniziative nell'ambito del procedimento sul sequestro di Abu Omar condotto da Spataro anche nei confronti del direttore del Sismi".
Tra gli episodi citati ci sono il compenso fornito al giornalista Renato Farina per informazioni ricevute in merito alla vicenda dei sequestri di italiani in Iraq, l'uso di strutture e di personale del servizio. Pompa è accusato anche di possesso abusivo di informazioni riservate in relazione al ritrovamento, nella sua auto, di due dvd contenenti l'archivio del Sismi.

Laziogate: attesi 15 patteggiamenti, Telecom parte civile

5 maggio (ANSA) - Milano - Quindici patteggiamenti, tra annunciati e formalizzati, e la costituzione di parte civile di Telecom. È quanto è accaduto oggi nel corso dell'udienza preliminare che si sta celebrando davanti al gup di Milano, Mariolina Panasiti, nell'ambito del filone milanese dell'inchiesta Laziogate, e nel quale sono imputate 22 persone. Udienza che però per un errore di notifica dovrà ricominciare da capo e ciò in teoria potrebbe portare a delle modifiche in particolare alle istanze di patteggiamento.
Questa mattina il giudice ha accolto la costituzione di parte civile di Telecom Italia ritenuta parte offesa nell'inchiesta dei pm di Milano Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi, su una serie di indagini illegali ai danni, tra gli altri, di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini ai tempi della loro candidatura alle elezioni regionali del 2006 per il Lazio. Tra gli indagati figurando anche l'ex portavoce di Francesco Storace, Nicolò Accame (non ha chiesto patteggiamenti), e gli ex investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere, violazione del segreto d'ufficio e corruzione.
Alessandra Mussolini sebbene individuata come persona offesa per ora non si è costituita parte civile. Tra le 15 persone che hanno annunciato o fatto istanza di patteggiamento ci sono sia Gallo che Pasqua e anche un altro investigatore privato Laura Danani. Le pene in generale vanno dai due anni e quattro mesi in giù. L'udienza è stata rinviata al prossimo 24 giugno.
Dall'inchiesta sul Laziogate, che portò anche a degli arresti, è scaturita quella principale, che riguarda i dossier illegali. In questa inchiesta sono coinvolti l'ex capo della security di Pirelli e della Telecom, Giuliano Tavaroli, e l'investigatore privato Emanuele Cipriani, e l'ex funzionario del Sismi, Marco Mancini.

21 aprile, Torino -  Il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, ha chiesto oggi sette anni di carcere nei confronti di Igor Marini, l'uomo d'affari che accusò esponenti politici del centrosinistra e alcuni cardinali di aver preso tangenti sull'acquisto della compagnia telefonica jugoslava da parte di Telecom Italia. La vicenda riguarda l'accusa di calunnia nei confronti del sostituto procuratore romano Maria Bice Barborini, oggi ascoltata, che l'indagato (difeso dall'avvocato Mario De Stefano) aveva accusato di non aver preso nella giusta considerazione alcune sue dichiarazioni.
Si tratta di uno stralcio, gestito dalla procura torinese per ragioni di competenza territoriale, della maxi-inchiesta sulle dichiarazioni rese da Marini nel 2003. In questo caso tutto nasce dal fatto che il faccendiere, ai pm di Torino, disse che la Barborini, nel corso di un'audizione di qualche mese prima, aveva evitato di raccogliere le sue dichiarazioni sulle presunte tangenti. "Le accennai dell'affare 'Tel' - disse Marini al procuratore capo Marcello Maddalena nel corso di un interrogatorio - e lei rispose, testualmente, 'Se lo tenga per sè, ci vuole fare uccidere?". Questa ricostruzione dei fatti venne smentita sia dalla Barborini che dal maresciallo dei carabinieri presente al colloquio. La prossima udienza è in programma il 29 aprile.
(ANSA)

8 aprile, ANSA - Il presidente dell'Associazione nazionale delle vittime delle Forze Armate, Falco Accame, chiede che venga meno il segreto sulle carte riguardanti la vicenda Moro

5 aprile, Il Sole 24 Ore - No di Prodi a Micheli: si arena la riforma dei servizi segreti

4 aprile, Il Manifesto - Bloccata la riforma degli 007. Sceglierà Berlusconi

12 marzo - aggiornamenti sul caso Abu Omar


Laziogate: rinviata al 5 maggio udienza Milano

(ANSA) - Milano, 6 marzo - A causa di un difetto di notifica, è stata rinviata al 5 maggio prossimo l'udienza, davanti al Gup di Milano Mariolina Panasiti, che vede imputati, tra gli altri, l'ex portavoce di Francesco Storace, Nicolò Accame e gli ex investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua per una serie di indagini ritenute illegali ai danni, tra gli altri, di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, allora candidati alle regionali del 2006 per il Lazio. Le accuse per gli imputati sono a vario titolo di associazione a delinquere, violazione del segreto d'ufficio e della legge sulla privacy e corruzione. Nell'ambito dell'inchiesta ci furono anche degli arresti.

Abu Omar: Consulta fissa all'8 luglio conflitto Pm-Governo
(ANSA) - Roma, 3 e 5 marzo

Servizi segreti: riforma operativa il 12 aprile, ma può slittare - in 250 via da intelligence, anche
23 uomini scorta Berlusconi
di Massimo Nesticò
(ANSA) - Roma, 29 febbraio


Telekom Serbia: a giudizio a Roma Igor Marini e altri nove

(ANSA) - Roma, 26 febbraio - Subiranno un processo, che comincerà a Roma il 25 giugno prossimo, Igor Marini ed altri nove imputati della vicenda Telekom Serbia, accusati di aver calunniato alcuni politici tra cui Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Romano Prodi, Clemente Mastella, Piero Fassino, Lamberto Dini e la moglie Donatella.

Il gup Guglielmo Muntoni ha infatti disposto il giudizio, per i reati, a seconda delle posizioni, di calunnia, auto-calunnia e associazione per delinquere nei confronti di Marini, degli imprenditori Antonio Volpe, Giovanni Romanazzi e Maurizio De Simone, imputati di aver falsamente accusato Romano Prodi e Lamberto Dini di aver ricevuto somme di denaro, nonchè nei confronti dell'avvocato romano Fabrizio Paoletti. A giudizio sono finiti anche Stefano Formica, Giuseppe Perrotta, Zoran Persen, Rados Tomic ed Erik Watten. Ha patteggiato una pena a due anni di reclusione Viktor Tomas Mares.

I politici calunniati si sono costituiti parte civile nel processo. L'inchiesta è stata svolta dai pm Salvatore Vitello, Francesca Loy e Giuseppe De Falco. 

A Marini sono attribuiti una sessantina di episodi ritenuti calunniosi. Si tratta delle rivelazioni fatte in varie sedi, dalla magistratura torinese (la prima ad occuparsi della vicenda) alle varie commissioni di inchiesta, sul presunto giro di tangenti che avrebbe scandito la scalata a Telekom Serbia. Le parti offese identificate dalla procura sono una trentina. Il caso Telekom Serbia scoppiò nel 2003. Marini, in particolare, parlò di una supertangente da 55 milioni di dollari destinata, tra gli altri, a Romano Prodi (che indicò come "Mortadella"), Lamberto Dini ("Ranocchio") e Piero Fassino ("Cicogna"), attribuendosi il ruolo di "ufficiale pagatore" e di grande manovratore di fondi estero su estero per conto dell'avvocato Paoletti.

Scaramella: condannato a 4 anni ma niente carcere grazie all'indulto

ANSA - Roma, 14 febbraio - È stato condannato a quattro anni di reclusione, previo patteggiamento della pena, Mario Scaramella, già consulente della disciolta Commissione Mitrokhin accusato dalla procura di Roma di traffico di armi e di calunnia aggravata. La sentenza è stata emessa oggi dal gup Marco Patarnello. Scaramella, detenuto da 14 mesi (gli ultimi dei quali presso il domicilio), è tornato in libertà e, sostanzialmente, ha già chiuso i conti con la giustizia poichè la parte rimanente di pena da scontare è coperta da indulto. L'imputato era presente in aula, ma non ha fatto dichiarazioni.

Il pm Pietro Saviotti contestava a Scaramella, difeso dagli avvocati Sergio Rastrelli, Massimo Khrog e Gianluca Bucciero, il traffico di armi in relazione alla scoperta di due lanciagranate, prive di innesco, a bordo di un furgone fermato in provincia di Teramo. I due ordigni, indicò falsamente Scaramella, secondo l'accusa, in una denuncia depositata nel commissariato 'Dantè di Napoli, dovevano essere utilizzati per un attentato ai danni suoi e dell'ex presidente della commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti. Scaramella aggiunse di avere appreso tali notizie da fonti confidenziali russe, in particolare dall'ex colonnello delle Fsb Alexander Litvinenko, ucciso lo scorso anno da un cocktail radioattivo a base di polonio 210, in un locale di Londra.

L'accusa di calunnia aggravata faceva invece riferimento a false circostanze attribuite da Scaramella ad Alexander Talik, ex ufficiale del Kgb indicato come ideatore dei falsi attentati, e ad Andrei Ganchev, già collaboratore dello stesso ex consulente della Mitrokhin. A Roma Scaramella è ancora sotto inchiesta per associazione a delinquere nell'ambito di un'inchiesta riguardante una serie di presunte truffe, circa un milione di euro, ai danni del Parco nazionale del Vesuvio. I difensori dell'indagato, secondo quanto si è appreso, sarebbero intenzionati a sollecitare un allargamento del patteggiamento di oggi anche a quei fatti. In caso di accoglimento la pena, in continuazione a quella decisa oggi, porterebbe a una condanna complessiva di circa quattro anni e quattro mesi e 20 giorni di reclusione. Anche l'eventuale estensione della pena rientrerebbe nell'indulto.

Laziogate: il 6 marzo udienza preliminare per Accame e altri 21

ANSA - Milano, 9 febbraio - È stata fissata al prossimo 6 marzo, davanti al gup di Milano Mariolina Panasiti, l'udienza preliminare nei confronti di 22 persone nell'ambito del filone milanese sulla cosiddetta inchiesta 'Laziogatè. Tra gli imputati per cui i pm Stefano Civardi e Fabio Napoleone hanno chiesto il processo, ci sono Niccolò Accame, ex portavoce dell'ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace, e gli investigatori privati Gaspare Gallo e Pierpaolo Pasqua.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere alla violazione del segreto d'ufficio e della legge sulla privacy, dalla corruzione all'illecita interferenza. Dall'inchiesta, che aveva portato alla luce un presunto spionaggio ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, entrambi candidati alla presidenza della Regione Lazio nel 2005, è nata l'indagine con al centro Telecom e il dossieraggio illegale per cui sono finiti in carcere, tra gli altri, l'ex capo dell'antiterrorismo del Sismi, Marco Mancini, e l'ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli.

Telekom Serbia: Fassino, Prodi, Rutelli, Veltroni parti civili

ANSA - Roma, 5 febbraio - Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Romano Prodi, Clemente Mastella, Piero Fassino, Lamberto Dini e la moglie Donatella. Sono alcuni dei politici che, insieme a manager e altre persone, si sono costituiti parte civile nel procedimento Telekom Serbia a carico di dodici imputati tra cui il faccendiere Igor Marini.

La costituzione di parte civile è stata formalizzata oggi davanti al gup del Tribunale di Roma Guglielmo Muntoni che sta celebrando l'udienza preliminare a carico di Marini e altre 11 persone che devono rispondere a seconda delle posizioni di associazione per delinquere, calunnia, truffa, ricettazione di titoli di credito. Marini fu protagonista negli anni scorsi di presunte rivelazioni da cui scaturì il caso Telekom Serbia, oggetto anche di indagini di una commissione parlamentare. La procura nei giorni scorsi ha concluso le indagini e chiesto il giudizio nei confronti di una dozzina di indagati. L'inchiesta è dei pm Salvatore Vitello, Francesca Loy e Giuseppe De Falco.

A Marini sono attribuiti una sessantina di episodi ritenuti calunniosi. Si tratta delle rivelazioni fatte in varie sedi, dalla magistratura torinese (la prima ad occuparsi della vicenda) alle varie commissioni di inchiesta, sul presunto giro di tangenti che avrebbe scandito la scalata a Telekom Serbia. Le parti offese identificate dalla procura sono una trentina. Tra gli imputati ci sono gli imprenditori Antonio Volpe, Giovanni Romanazzi e Maurizio De Simone, già accusati di aver falsamente accusato Romano Prodi e Lamberto Dini di aver ricevuto somme di denaro, nonchè l'avvocato romano Fabrizio Paoletti. Il caso Telekom Serbia scoppiò nel 2003. Marini, in particolare, parlò di una supertangente da 55 milioni di dollari destinata, tra gli altri, a Romano Prodi (che indicò come "Mortadella"), Lamberto Dini ("Ranocchio") e Piero Fassino ("Cicogna"), attribuendosi il ruolo di "ufficiale pagatore" e di grande manovratore di fondi estero su estero per conto dell'avvocato Paoletti.

Dossier Sismi: Pollari a Pm Roma, non ho responsabilità

ANSA - Roma, 4 febbraio - Nessuna responsabilità dietro l'attività di dossieraggio riscontrata nell'ufficio di Via Nazionale gestito dal suo ex braccio destro Pio Pompa e nessuna conoscenza di carte riguardanti magistrati 'da disarticolarè. L'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, comparso in gran segreto nei giorni scorsi davanti al pm romano Pietro Saviotti nella veste di indagato per peculato, ha affidato ad una memoria la sua difesa nell'ambito dell'inchiesta sul dossieraggio di esponenti del mondo politico e della magistratura. L'ex numero uno dei servizi segreti militari, che qualche giorno prima aveva ricevuto un invito a comparire, ha detto al magistrato, secondo quanto si è appreso, di seguire la strada delle dichiarazioni spontanee, contenute nella memoria, e di non rispondere alle sue domande per evitare di parlare di circostanze che sono coperte dal segreto. La vicenda in cui è coinvolto Pollari riguarda l'archivio, detenuto da Pio Pompa, contenente dossier su magistrati, politici e giornalisti scoperto dalla procura di Milano nel quadro degli accertamenti sul sequestro di Abu Omar. Gli atti furono poi trasferiti per competenza alla procura di Roma.

Il contenuto della memoria ricalca, sostanzialmente, le dichiarazioni fatte da Pollari al Copaco il 17 luglio dello scorso anno. Lo stesso Pompa, convocato da Saviotti in quel periodo in qualità di indagato per peculato e di violazione della corrispondenza elettronica si era difeso, anche lui tramite una memoria, sostenendo che le informazioni trovate in suo possesso e riguardanti, tra gli altri, i magistrati sono state tratte da Internet. "Si tratta di un patrimonio personale - aggiunse - mai trasmesso al Sismi". L'inchiesta giudiziaria è alle ultime battute. Nelle prossime settimane il pm Saviotti concluderà gli accertamenti e deciderà se depositare gli atti, attività che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati, o se chiedere l'archiviazione del procedimento.

Pubblicato il 6/2/2008 alle 12.9 nella rubrica Repubblica del ricatto.

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